D.P.R. 04 Aprile 2001, n. 235
 

" Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell'autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati ".

 

 

(G. U. del 20/06/2001,  nr. 141)

 

 

 

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Preambolo

 

 

 Testo: in vigore dal 05/07/2001

 

 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

 

Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l'articolo  20  della  legge  15  marzo  1997,  n.  59,  e  successive modificazioni;

Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50, allegato 1, n. 40;

Visto il  testo  unico  delle  leggi  di  Pubblica  Sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni;

Visto il  testo  unico  delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre   1986,  n.  917,  e  successive modificazioni;

Visti gli  articoli  19,  20  e  21  della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;

Vista la legge 25 agosto 1991, n. 287;

Visto il  decreto  del Ministro dell'interno 17 dicembre 1992, n. 564, così come modificato dal decreto 5 agosto 1994, n. 534

Vista la  legge  30  aprile  1962,  n.  283,  e  successive modificazioni ed integrazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327;

Vista la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei Ministri, adottata nella riunione del 28 luglio 2000;

Sentita la  Conferenza  unificata  ai  sensi  dell'articolo  9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Udito il  parere  del  Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva

per gli atti normativi nell'adunanza del 20 novembre 2000;

Acquisito il  parere  delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la  deliberazione  del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 marzo 2001;

Sulla proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri e del Ministro per la   funzione  pubblica,  di  concerto  con  i  Ministri  per  gli  affari regionali, dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato e del commercio con l'estero,  delle  finanze,  della  sanita',  dell'interno  e  del lavoro e della previdenza sociale;

 

 

 

 

E m a n a

il seguente regolamento:

 

 

 

art. 1

Oggetto e definizioni

 

 

 

1. Le  disposizioni  del  presente  regolamento si applicano al procedimento relativo alla  somministrazione  di  alimenti  e  bevande  da parte di circoli privati.

2. Ai fini del presente regolamento si intende per

a) testo  unico  delle  imposte  sui redditi, il testo unico delle imposte sui redditi,   approvato  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni;

b) legge, la legge 25 agosto 1991, n. 287.

 

 

 

art. 2

Associazioni e circoli aderenti ad enti o organizzazioni nazionali aventi finalità assistenziali

 

 

 

  1. Le  associazioni  e  i  circoli,  di  cui  all'articolo 111, comma 3, del testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  aderenti  ad enti o organizzazioni nazionali le  cui  finalità  assistenziali  sono  riconosciute  dal Ministero dell'Interno, che  intendono svolgere direttamente  attività di somministrazione di  alimenti  e  bevande  a  favore  dei rispettivi associati presso la  sede ove  sono svolte le attività istituzionali, presentano al Comune, nel cui territorio si esercita  l'attivita',  che  la comunica per conoscenza alla competente Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) per il parere necessario all'eventuale rilascio dell'autorizzazione di idoneità sanitaria, una  denuncia  di  inizio attività ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Detta denuncia può essere presentata anche su supporto informatico, laddove le Amministrazioni comunali abbiano adottato le necessarie misure organizzative.

2. Nella denuncia il legale rappresentante dichiara:

a) l'ente nazionale con finalità assistenziali al quale aderisce;

b) il tipo di attività di somministrazione;

c) l'ubicazione e la superficie dei locali adibiti alla somministrazione;

d) che  l'associazione  si  trova  nelle condizioni previste dall'articolo 111, commi 3, 4-bis e 4-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi;

e) che  il  locale,  ove  e'  esercitata  la somministrazione, e' conforme alle norme  e  prescrizioni  in  materia  edilizia,  igienico-sanitaria  e  ai criteri di   sicurezza   stabiliti   dal   Ministero   dell'interno  ai  sensi dell'articolo 3,  comma  1,  della  legge  e,  in  particolare,  di  essere in possesso delle prescritte autorizzazioni in materia.

3. Alla  denuncia  e'  allegata  copia  semplice, non autenticata, dell'atto costitutivo o dello statuto. 

4. Se  l'attivita'  di  somministrazione  e'  affidata  in gestione a terzi, questi deve  essere  iscritto  al registro degli esercenti il commercio di cui all'articolo 2 della legge.

5. Se  il  circolo  o  l'associazione non si conforma alle clausole previste dall'articolo 111,  comma  4-quinquies,  del  testo  unico  delle  imposte sui redditi, l'esercizio   dell'attivita'   di   somministrazione  di  alimenti  e bevande e'   subordinato   all'iscrizione  nel  registro  degli  esercenti  il commercio, di cui all'articolo   2,  comma  1,  della  legge,  del  legale rappresentante del  circolo  o  dell'associazione  o  di un suo delegato ed al rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 3 della medesima legge.

6. Il  legale  rappresentante dell'associazione o del circolo e' obbligato a comunicare immediatamente al Comune  le variazioni intervenute successivamente alla dichiarazione  di  cui  al  comma  2,  in  merito  alla sussistenza dell'adesione  agli  enti  di cui all'articolo 3, comma 6, lettera e), della   legge,   nonché   alla   sussistenza  delle  condizioni  previste dall'articolo 111,  comma  4-quinquies,  del  testo  unico  delle  imposte sui redditi e  dal  presente  articolo.  Resta ferma la possibilità per il Comune di effettuare controlli ed ispezioni.

 

 

art. 3

Associazioni e circoli non aderenti ad enti o organizzazioni nazionali con finalità assistenziali

 

 

 

  1. Le  associazioni  e i circoli di cui all'articolo 111, comma 3, del testo unico delle  imposte  sui  redditi, non  aderenti  ad  enti  o organizzazioni nazionali le cui finalità assistenziali  sono  riconosciute dal Ministero dell'interno, che intendono svolgere direttamente attività di somministrazione di  alimenti  e  bevande  a  favore  dei rispettivi associati presso la  sede  ove  sono  svolte  le  attività istituzionali, presentano al Comune, nel  cui territorio si esercita   l'attività',  domanda  di autorizzazione ai  sensi  dell'articolo 3 della legge.  Detta domanda può essere presentata  anche su  supporto informatico, laddove le Amministrazioni comunali abbiano adottato le necessarie misure organizzative.

2. Nella domanda, il legale rappresentante dichiara:

a) il tipo di attività di somministrazione;

b) l'ubicazione e la superficie del locale adibito alla somministrazione;

c) che  l'associazione  ha  le caratteristiche di ente non commerciale, ai sensi degli articoli 111 e 111-bis del testo unico delle imposte sui redditi;

d) che  il  locale,  ove  e'  esercitata  la somministrazione, e' conforme alle norme  e prescrizioni  in  materia  edilizia,  igienico-sanitaria  e  ai criteri di   sicurezza   stabiliti   dal   Ministero  dell'Interno,  ai  sensi dell'articolo 3,  comma  1,  della  legge  e,  in  particolare,  di  essere in possesso delle prescritte autorizzazioni in materia.

3. Alla  domanda  e'  allegata  copia  semplice,  non autenticata, dell'atto costitutivo o dello statuto.

4. Se  l'attività'  di  somministrazione  e'  affidata  in gestione a terzi, questi deve  essere  iscritto  al registro degli esercenti il commercio di cui all'articolo 2 della legge.

5. Il  Comune,  ai  fini  del  rilascio dell'autorizzazione, verifica che lo statuto dell'associazione  di  cui  al  comma  1,  preveda  modalità  volte a garantire l'effettività'  del  rapporto  associativo, escludendo espressamente la temporaneità  della  partecipazione  alla  vita  associativa,  nonché  lo svolgimento effettivo dell'attività' istituzionale. Il  Comune, nel provvedere al  rilascio  delle  autorizzazioni  di  cui al presente articolo e comunque in  tutti  i  casi che non rientrano nella deroga di cui all'articolo

3, comma  6,  lettera e),  della  legge,  si attiene alle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 4 e 5 della stessa legge.

6. La  domanda  si  considera  accolta qualora non sia comunicato il diniego entro quarantacinque giorni dalla presentazione della domanda.

7. Se  il  circolo  o  l'associazione  non  rispetta  le condizioni previste dagli articoli  111  e  111-bis  del  testo  unico  delle imposte sui redditi, l'esercizio dell'attivita'  di  somministrazione  di  alimenti  e  bevande  e' subordinato all'iscrizione  nel  registro  degli esercenti il commercio di cui all'articolo 2,  comma  1,  della legge, del legale rappresentante del circolo o dell'associazione o di un suo delegato.  8. Il  legale  rappresentante dell'associazione o del circolo e' obbligato a comunicare immediatamente al Comune le  variazioni intervenute successivamente alla  dichiara-zione  di  cui  al comma 2 in merito al rispetto delle condizioni  previste  dagli articoli 111 e 111-bis del testo unico delle imposte sui  redditi  e dal presente articolo. Resta ferma la possibilita' per il Comune di effettuare controlli ed ispezioni.

 

 

 

art. 4

Disposizioni finali

 

 

 

1. La denuncia di inizio di attività  di  cui  all'articolo  2  e l'autorizzazione di  cui  all'articolo  3 valgono anche come autorizzazione ai fini di cui al secondo comma dell'articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

2. In caso  di  violazione  degli  obblighi stabiliti dagli articoli 2 e 3, salvo quanto   previsto da specifiche norme, si  applica  la  sanzione amministrativa prevista dall'articolo 10 della legge.

3. L'organo  comunale  competente  ordina  la  cessazione delle attività di cui agli  articoli  2  e 3 svolte in assenza di denuncia di inizio attività o di autorizzazione,  nonché  ogni  qualvolta si  riscontri la  mancanza  dei requisiti necessari.

 Il presente  decreto,  munito  del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale  degli  atti  normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

 

 

Dato a Roma, addì 4 aprile 2001

 


CIAMPI

        Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Bassanini, Ministro per la funzione pubblica
Loiero, Ministro per gli affari regionali
Letta, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero
Del Turco, Ministro delle finanze
Veronesi, Ministro della sanità
Bianco, Ministro dell'interno
Salvi, Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2001
Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 7, foglio n. 162

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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