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Legge 3 Maggio 1955, n. 407

" Per la disciplina dei lavori di facchinaggio "

(G.U.  del  23 Maggio 1955, n. 117)

 

 

Nota:  Per completezza, si riporta la presente legge già abrogata dall'art. 5 del D.P.R. 18 Aprile 1994, n. 342

 

 

 

Preambolo

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica

hanno approvato;

Il presidente della repubblica

Promulga

La seguente legge:

 

 

 

Articolo 1   

La presente legge regola i lavori dei facchini liberi esercenti per i quali è prescritta l'iscrizione di cui all'art. 121 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773.
Sono escluse dalla disciplina di cui alla presente legge le operazioni di facchinaggio inerenti al grano di ammasso della gestione statale, nonchè quelle che si eseguono nell'ambito dei porti e aeroporti, delle dogane, dei mercati all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli, delle stazioni delle Ferrovie dello Stato per il trasporto di bagagli e colli a mano, in quanto dette operazioni risultino regolate con particolari norme di legge o di regolamento.
Sono, inoltre, esclusi i lavori di facchinaggio eseguiti dagli imprenditori personalmente o a mezzo dei propri dipendenti con rapporto di lavoro di carattere stabile e continuativo, nonchè quelli eseguiti per esigenze di carattere domestico e familiare.
 

 

Articolo 2   

Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale è istituita la Commissione centrale per la disciplina dei lavori di facchinaggio.
La Commissione è presieduta dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, o da un suo delegato, ed è composta:
da un rappresentante del Ministero dell'industria e commercio;
da un rappresentante del Ministero dell'interno;
da due rappresentanti degli industriali;
da due rappresentanti dei commercianti;
da due rappresentanti degli agricoltori;
da sette rappresentanti dei lavoratori.
I rappresentanti degli industriali, dei commercianti, degli agricoltori e dei lavoratori saranno scelti tra i designati, su richiesta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, dalle organizzazioni sindacali nazionali di categoria più rappresentative.
La Commissione dura in carica due anni ed ha sede presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che istituirà apposita segreteria alla Commissione stessa.

 

 

Articolo 3

In ogni Provincia, con decreto del prefetto, è istituita la Commissione provinciale per la disciplina dei lavori di facchinaggio.
La Commissione provinciale è presieduta dal direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione ed è composta:
dal questore o da un suo delegato;
da un rappresentante della Camera di commercio, industria ed agricoltura;
da due rappresentanti degli industriali;
da due rappresentanti dei commercianti;
da due rappresentanti degli agricoltori;
da sette rappresentanti dei lavoratori.
I rappresentanti degli industriali, dei commercianti, degli agricoltori e dei lavoratori saranno scelti tra i designati, su richiesta del direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, dalle organizzazioni sindacali provinciali di categoria più rappresentative.
La Commissione dura in carica due anni ed ha sede presso l'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, che istituirà apposita segreteria alla Commissione provinciale medesima.
 

 

Articolo 4  

La Commissione centrale per la disciplina dei lavori di facchinaggio ha i seguenti compiti:
a) esprimere parere e formulare proposte per tutto quanto si riferisce alla disciplina dei lavori di facchinaggio ed al coordinamento dell'attività delle Commissioni provinciali;
b) esprimere pareri e formulare proposte per la fissazione di tariffe a carattere nazionale;
c) esprimere parere sui ricorsi che siano presentati avverso le determinazioni adottate dagli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione in materia di regolamentazione dei lavori di facchinaggio; nonchè avverso le determinazioni delle Commissioni provinciali di cui al precedente art. 3;
d) formulare proposte per ogni migliore tutela previdenziale, assistenziale, mutualistica ed infortunistica dei facchini liberi esercener il lavoro e la previdenza sociale, il quale decide, sentita la Commissione centrale, entro 90 giorni.

 

 

Articolo 9   

Contro le inosservanze da parte dei lavoratori, singoli o associati, potrà essere proposto dalla Commissione provinciale all'autorità competente il ritiro temporaneo della licenza rilasciata ai sensi dell'art. 121 della legge 18 giugno 1931, n. 773.
In caso di recidiva, potrà anche essere proposto il ritiro definitivo della licenza stessa.

 

 

Articolo 10   

La vigilanza sull'applicazione della presente legge e delle norme di attuazione della stessa, è demandata all'Ispettorato del lavoro ed ai normali organi di polizia giudiziaria.

 

 

Articolo 11   

Le infrazioni alla presente legge da parte dei committenti di lavoro sono punite con ammende da lire 10.000 a lire 100.000.
 

 

Articolo 12   

Sono abrogate tutte le disposizioni che risultano in contrasto con quelle della presente legge.

 

 

Data a Roma, addì 3 maggio 1955

 

Einaudi

- Scelba

- Vigorelli

- Gava

- Medici

- Mattarella

- Villabruna

 Visto, il guardasigilli: De Pietro

 

 

 

 

 

 

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