Polizia Stradale, scattano i super-controlli: ecco chi rischia la multa

Un vigile urbano intento a fare una multa

Un vigile urbano intento a fare una multa | Shutterstock @DELBO ANDREA - Sanzioniamministrative.it

Alanews

Novembre 11, 2025

Per gli automobilisti che hanno alterato i sistemi anti-inquinamento del proprio diesel, sta per arrivare una stagione tutt’altro che semplice. La Polizia Stradale ha infatti introdotto strumenti diagnostici in grado di individuare, in pochi minuti, la presenza di manipolazioni su componenti come valvole EGR, filtri antiparticolato DPF o FAP e sistemi AdBlue.

La novità—raccontata in esclusiva da Matteo Valenti su Automoto.it—riguarda l’uso di dispositivi che si collegano direttamente alla presa OBD del veicolo, consentendo agli agenti di effettuare la verifica in tempo reale, senza la necessità di portare l’auto in officina. Una procedura che finora era complessa, ma che ora diventa immediata e molto più efficace.

Perché alcuni automobilisti li disattivano

Chi deve preoccuparsi? A essere esposti ai nuovi controlli sono soprattutto i proprietari di vetture diesel che, nel tentativo di evitare problemi meccanici o migliorare le prestazioni, hanno disattivato o rimosso i sistemi progettati per abbattere le emissioni.

Su auto utilizzate prevalentemente in ambito urbano—contesto poco adatto ai motori a gasolio—può capitare che valvola EGR o filtri antiparticolato diano origine a continui malfunzionamenti, soprattutto quando la rigenerazione dei filtri non avviene correttamente. Questo porta alcuni a eliminare o bypassare tali componenti. Una scelta però illegale, perché altera le caratteristiche costruttive del veicolo approvate in fase di omologazione.

Le sanzioni previste dal Codice della Strada

Chi ha seguito consigli poco prudenti farebbe bene a tornare sui propri passi. L’articolo 78 del Codice della Strada prevede una sanzione compresa tra 430 e 1.731 euro per chi circola con un’auto modificata rispetto ai dati indicati sul certificato di omologazione o sulla carta di circolazione.

Non è tutto: nei casi più gravi può scattare anche il ritiro della carta di circolazione. E c’è un ulteriore rischio spesso sottovalutato: in caso di incidente, la compagnia assicurativa potrebbe rivalersi sull’automobilista, considerando l’alterazione del veicolo come un motivo di annullamento del contratto.

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